Un governo di solidarietà nazionale

per fronteggiare l'emergenza

Appello al mondo politico italiano

 

L'esigenza di risanare la finanza pubblica è tornata all'ordine del giorno in Italia a causa dell'aggravarsi della crisi del debito e delle richieste dettate dalla Banca centrale europea per la manovra economica. I provvedimenti proposti dal Governo e approvati dal Parlamento non sono sufficienti a rassicurare i mercati né tantomeno a rilanciare la crescita e l'occupazione.

Da una parte, servono misure di carattere strutturale: una riforma del sistema tributario che ridistribuisca in modo equo la pressione fiscale, una razionalizzazione della spesa pubblica all'insegna dell'efficienza e dell'eliminazione degli sprechi, la lotta all'evasione fiscale. D'altra parte, l'obiettivo di stimolare la crescita può essere perseguito solo nei termini di un'articolazione nazionale di un piano europeo. Con un'economia integrata a livello europeo e una moneta unica, qualsiasi piano di sviluppo nazionale risulterebbe inefficace. Mentre il risanamento della finanza pubblica è una responsabilità che incombe al governo italiano – anche perché il “fondo salva-stati” istituito nell'Eurozona non disporrebbe delle risorse necessarie –, il rilancio dello sviluppo economico è una responsabilità prevalente dell'Unione europea, alla quale si devono attribuire non solo le risorse ma anche i poteri necessari.

In mancanza di questi due indirizzi di politica economica, l'Italia è condannata al declino e alla perdita di competitività, all'arretramento sociale, i giovani sono privati della fiducia in un futuro migliore, si alimenta la crisi della democrazia e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Affrontare la politica di austerità e i relativi sacrifici, combattere l'evasione fiscale, la corruzione e la criminalità organizzata, promuovere la riforma dello Stato sono compiti cui si può adempiere solo con il sostegno di un ampio consenso popolare. Nella storia dei popoli ci sono momenti in cui la normale alternanza di governo e opposizione deve essere sospesa per affrontare gravi situazioni di emergenza. La situazione nella quale si trova l'Italia ha queste caratteristiche.

Di conseguenza, il Movimento Federalista Europeo chiede la formazione di un governo di solidarietà nazionale per fronteggiare l'emergenza. Questa è la condizione per fare riconquistare all'Italia il consenso dei cittadini e l'autorità

politica per avviare il risanamento della finanza pubblica, sostenere un piano europeo di sviluppo socialmente ed ecologicamente sostenibile e per svolgere un ruolo attivo nella costruzione dell'unità politica dell'Europa.

Per contribuire alla realizzazione di questo disegno, il MFE, parallelamente alla campagna per la Federazione europea, ha deciso di attivare un istituto di democrazia partecipativa introdotto dal Trattato di Lisbona – l'Iniziativa dei cittadini europei – e di raccogliere in almeno sette paesi dell'Unione europea un milione di firme necessarie a chiedere alla Commissione europea di promuovere un piano europeo di sviluppo sostenibile. In questo momento grave della vita politica italiana il MFE rivolge un appello al mondo politico  perché tutte le forze democratiche ed europee si uniscano per sostenere questa iniziativa. Solo un poderoso movimento dal basso potrà colmare il distacco dei cittadini dalle istituzioni  e mobilitare il consenso necessario a fare uscire l'Europa dalla crisi.

 

Lucio Levi

(Presidente del Movimento Federalista Europeo)

 

Torino 19 Settembre 2011