Le rivendicazioni contenute nelle petizioni della Campagna non solo hanno anticipato ed individuato i temi dell’attuale confronto politico europeo sul futuro del governo dell’eurozona e sul ruolo dell’Europa, ma rappresentano oggi una bussola per orientare e al tempo stesso giudicare le decisioni che i responsabili delle istituzioni europee e nazionali sono chiamati a prendere.

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Le rivendicazioni contenute nelle petizioni della Campagna non solo hanno anticipato ed individuato i temi dell’attuale confronto politico europeo sul futuro del governo dell’eurozona e sul ruolo dell’Europa, ma rappresentano oggi una bussola per orientare e al tempo stesso giudicare le decisioni che i responsabili delle istituzioni europee e nazionali sono chiamati a prendere. Decisioni che i principali responsabili della politica nazionale ed europea sono ben consapevoli di dover prendere, come mostrano in Italia:

-   l’articolo del Consigliere per gli affari europei Marco Piantini su l’Unità (Europa politica ed Europa delle politiche);

-   la presa di posizione del Ministro Padoan a favore della richiesta ai Paesi dell'eurozona di   sostenere un sussidio di disoccupazione comune per proteggere i senza lavoro da futuri shock economici, nell'ambito di una maggiore integrazione dell'area della moneta unica

E a livello europeo:

-    gli interventi del Presidente Hollande e della Cancelliera Merkel al Parlamento europeo, che hanno ribadito la volontà di Francia e Germania di lavorare per approfondire e rafforzare l’Unione sia sul terreno del consolidamento dell’unione monetaria, sia su quello della politica estera e della sicurezza;

-   le anticipazioni sulla preparazione del rapporto Verhofstadt sul futuro dell’Europa oltre gli attuali Trattati. Come ha riferito alla riunione UEF Sietse Wijnsma, collaboratore di Verhofstadt, questo rapporto si articolerà in quattro capitoli:

  • l’Europa a due velocità;
  • il rafforzamento e completamento dell’unione economica e monetaria;
  • la democratizzazione e legittimazione delle istituzioni di governo dell’euro;
  • la politica estera e di sicurezza dell’Unione.

Ma le decisioni cruciali per compiere quel salto istituzionale quantico più volte invocato dal Presidente della BCE Mario Draghi, tardano ad essere prese. Molti, anche in Italia, addirittura si illudono di poter mantenere lo status quo o addirittura di poter tornare all’Europa del passato. Ecco perché è necessaria la nostra Campagna, soprattutto in Italia, dove ci sono forze politiche che in Europa si sono alleate con forze, come il Front National e l’UKIP i cui rappresentanti, proprio in occasione degli interventi di Hollande e Merkel al Parlamento europeo, hanno mostrato apertamente il volto reazionario e visceralmente nazionalista di chi rinnega i valori che sono stati alla base della ricostruzione della civiltà europea dopo la seconda guerra mondiale, nonché della pace, del benessere e della democrazia in questo continente.

Facciamo la nostra parte per promuovere l’unione federale nel contesto storico e politico in cui viviamo, e per difendere quei valori che nel secolo scorso gli Stati nazionali, non l’Europa, avevano rinnegato e soffocato.

 

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