Il 3-4 luglio si è svolto a Valencia il XXVII Congresso europeo dell’UEF. La riunione si è tenuta in formato ibrido, con la partecipazione di oltre 120 delegati. Una metà circa erano presenti a Valencia, mentre il resto era collegato via zoom.

Il Congresso era un momento atteso e importante sia sul piano organizzativo che politico. E’ stata anche l’occasione per festeggiare i 75 anni dalla fondazione. Si rimanda a questo proposito alla relazione introduttiva di Sergio Pistone.

Sul piano organizzativo il Congresso doveva valutare la proposta dei nuovi Statuti, elaborati da un gruppo di lavoro apposito composto dai rappresentanti di tutte le sezioni nazionali, che per alcuni mesi si è riunito e ha prodotto un testo su cui è stato raccolto il consenso unanime a livello degli esponenti delle sezioni impegnate nella stesura. Il Congresso ha pertanto approvato i nuovi Statuti – che rafforzano le responsabilità collettive sia dell’Executive Bureau, sia delle sezioni nazionali, e specificano meglio i compiti, i poteri e i meccanismi di controllo rispetto ai diversi organi – all’unanimità con tre astensioni.

Sul piano politico il Congresso si è concentrato soprattutto sulla Conferenza e sul ruolo che i federalisti devono saper giocare per cogliere questa occasione e riuscire a vincere le resistenze delle forze che si oppongono – sia a livello nazionale che europeo – al cambiamento dei Trattati. Ospite del Congresso Guy Verhofstadt (co-presidente per il Parlamento europeo del Board della Conferenza) che ha partecipato alla tavola rotonda e al dibattito politico nella seduta postmeridiana di sabato. Anche le mozioni, in particolare quella di politica generale, preparata dal Bureau, erano concentrate sulla Conferenza e sull’impegno dei federalisti. Sono state approvate tutte a larghissima maggioranza, e la mozione di politica generale all’unanimità.

Infine sono stati rinnovati gli organi, sulla base dei nuovi statuti. Sandro Gozi è stato riconfermato Presidente con una larghissima maggioranza (oltre l’80%); è stata riconfermata anche Anna Echterhoff come Segretaria generale. Tre i Vicepresidenti (Domenec Ruiz Devesa, UEF Spagna e parlamentare europeo del Gruppo S&D; Luisa Trumellini, MFE; e Markus Ferber, Europa Union Deutschland, parlamentare europeo del Gruppo del PPE) e un nuovo Tesoriere (Dominique Ostyn). Sono poi stati eletti gli altri 9 membri dell’EB e gli 11 membri del Comitato federale eletti in lista politica. Le sezioni hanno poi nominato i loro membri (al MFE ne spettavano 19) e i supplenti, figura reintrodotta per cercare di incentivare l’effettiva presenza e partecipazione alle riunioni degli organi istituzionali. Qui la lista completa della nostra delegazione, che annovera anche un nuovo membro del Gruppo Spinelli, Fabio Massimo Castaldo del Movimento 5 Stelle e Vicepresidente del Parlamento europeo.

Nonostante le difficoltà organizzative legate alla modalità ibrida di conduzione della riunione, il Congresso è stato un momento importante di ripartenza della nostra organizzazione europea sul piano interno, ed una conferma della sua capacità politica di giocare, in questa fase, un ruolo importante nel quadro del processo della Conferenza.

Dopo questo Congresso l’UEF è dunque pronta per affrontare al meglio l’impegno politico dei prossimi anni, con l’obiettivo di portare un proprio contributo cruciale per il conseguimento delle riforme federali dell’UE.

 

 

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