Con il Trattato del Quirinale, sottoscritto il 26 novembre da Macron e Draghi alla presenza di Mattarella, Italia e Francia stringono un accordo ricco di implicazioni per le prospettive di sviluppo del processo di integrazione europea e il successo della Conferenza sul futuro dell'Europa.

“L'Italia salda un'alleanza politica senza precedenti con un Paese amico, la Francia, con cui ci sono interessi sempre più forti e comuni: due grandi Paesi, due grandi economie decidono di governare e gestire nel dialogo e nella continuità le loro relazioni bilaterali e la loro azione in Europa e nel mondo. È un momento storico.”  
“Spero che Macron e Draghi possano dare una forte spinta all'autonomia strategica europea, industriale e della difesa, e avviare la riforma dell'eurozona e più in generale sfruttare al massimo le proposte di riforma dell'UE che verranno dalla La Conferenza sul futuro dell’Europa in corso”.  
Così Sandro Gozi, parlamentare europeo e Presidente dell’Unione dell'Unione Europea dei Federalisti, si è espresso su La Repubblica.

La firma del trattato è avvenuta nello stesso giorno in cui SPD, Verdi e FPD hanno pubblicato il programma del nuovo governo tedesco, in cui si impegnano per Un’Unione Europea più forte democraticamente, più capace di agire e strategicamente sovrana e affermano che la Conferenza sul futuro dell’Europa, proposta da Macron e avviata dalle istituzioni dell'UE nel maggio scorso, dovrebbe diventare l'occasione per una riforma dei Trattati dell'UE e sfociare in una convenzione costituente che porti all’ulteriore sviluppo di uno Stato federale europeo.

Si fa quindi strada concretamente la prospettiva che Francia, Germania e Italia, i tre principali Paesi che hanno avviato negli anni '50 il processo di integrazione europea, collaborino di nuovo in Europa per realizzare una riforma dell’UE che porti alla creazione di un'Europa federale, sovrana e democratica.

 

 

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