Il convegno nazionale (link qui: https://bit.ly/2Wun3Xw) con la partecipazione di membri del parlamento europeo e italiano, nonché di esponenti del governo italiano, rappresenta un momento di riflessione all’interno dell’azione #ItalyxCoFedEU lanciata dal MFE e dalla GFE (link qui: https://bit.ly/2KqwNPU).

Gli interventi dimostrano il forte consenso sulle proposte federaliste, in particolare su due punti, come ricorda il segretario MFE Luisa Trumellini: (i) è maturata l’idea che occorra un bilancio federale come base per aumentare le competenze dell’UE e (ii) i veti di Polonia e Ungheria ci danno l’occasione per rompere con il tabù che l’Europa debba fare passi in avanti solo a 27 e di accettare l’idea che solo con un’integrazione differenziata si potranno fare veri e propri passi in avanti per far accettare l’auspicabile risultato della CoFoE di un nuovo trattato costituente.

In questo processo l’Italia ha una duplice responsabilità “grandissima e gravissima” come ricorda il Presidente MFE Giorgio Anselmi: “grandissima” perché senza l’Italia non ci sarebbe la massa critica necessaria per una modifica dell’architettura europea e “gravissima” perché l’Italia con i suoi ritardi e inadempienze alimenta il clima di sfiducia reciproca tra Paesi europei e che deve recuperare.

La CoFoE, oltre a dover partire subito, sarà il momento in cui far emergere l’opinione pubblica favorevole alle soluzioni federaliste e qui sarà centrale il ruolo dei federalisti europei nel fornire il loro  contributo di analisi e indirizzo.

Riportiamo di seguito parte degli interventi degli esponenti intervenuti, salvo dell’On. Patrizia Toia, che per problemi tecnici non è potuta intervenire durante il Convegno.
 

 

Sandro Gozi, Parlamentare Europeo, Presidente dell’Unione Europea dei Federalisti

L’Europa è in un momento darwiniano di svolta, non vince chi è più forte, ma chi si adatta meglio. Ma è anche un momento di battaglia per i valori fondamentali e lo Stato di diritto che sono il cuore di ciò che accomuna noi europei. Ungheria e Polonia hanno provato a fermare il processo. (…) La rifondazione politica dell’Europa può ripartire solo dai suoi valori fondamentali -che noi Federalisti abbiamo sempre difeso- e dalla CoFeU, e  se il dibattito porta a quella conclusione che si faccia la riforma dei Trattati. Ma abbiamo il problema che questa CoFeU non parte, perché il Consiglio non si mette d’accordo sul nome del suo Presidente che sarebbe stato Guy Verhofstadt, non accettato perché federalista. Abbiamo bisogno della pressione del Governo italiano e di altri governi, di più Paesi altrimenti non parte la Conferenza. Ottima l’iniziativa del MFE per promuovere questa pressione sul Governo italiano ed europeo. Le nostre prossime battaglie devono essere due: primo, l’avvio della CoFeU e, secondo, che questo sia il momento darwiniano di sana rottura costituzionale per fare il passaggio definitivo per l’Europa federale anche senza tutti i Paesi.
 

Tommaso Nannicini, Senatore, Intergruppo federalista al Senato

Concordo con Sandro Gozi che viviamo in un momento di svolta. Tutti diciamo che viviamo un passaggio storico. Quando ne parliamo in Italia – non tra di noi – pensiamo subito ai soldi e le risorse: ma queste non bastano, altrimenti l’Italia con il suo problema di spesa pubblica e debito avrebbe già risolto i suoi problemi grazie al bancomat Europa. Questo è un passaggio storico dove si è capito che dobbiamo fare un salto di qualità verso l’Europa politica sciogliendo i nodi istituzionali che ci sono ancora. Nodi ancora più evidenti nella crisi che viviamo oggi. L’Europa c’è, è più forte rispetto alla crisi precedente, ma ha ancora tutti i suoi limiti istituzionali e nessun dibattito pubblico. (…) La storia è dalla nostra parte perché gli ingranaggi sono in moto. Il Next Generation EU sta creando un embrione di Unione fiscale. Non basta che vada da solo, serve una guida politica e la CoFeU può essere il luogo come dice il MFE nell’appello. La CoFeU deve mettere in chiaro che c’è bisogno di una svolta istituzionale e chi vuole fare questo passo in avanti con chi ci sta, senza rompere comunque le relazioni con chi desidera solo il mercato unico.
 

Antonio Misiani, Viceministro all’Economia

Ringrazio per la caparbietà con cui portate avanti la vostra battaglia per un’Europa federale e per la CoFeU. (…) I passi storici compiuti dall’Europa in questi mesi sono stati di grande importanza: si cita sempre il Next Generation EU ma c’è anche l’attivazione del programma di acquisti dei titoli di stato della BCE, l’allentamento di regole sugli Aiuti di Stato, prima impensabili. È grazie a queste scelte che l’Italia ha potuto introdurre una manovra anticrisi di 108 miliardi di euro. Nonostante ciò, ed il fatto che l’Italia sia il maggior beneficiario dei piani di ripresa, c’è una frattura nell’opinione pubblica -dati dell’Eurobarometro- vede la fiducia degli italiani verso l’UE al 28% ed in calo continuo. E questo avviene in un Paese in cui l’opinione pubblica chiede un rafforzamento delle competenze dell’UE. La fiducia si recupera e ricuce solo se coglieremo al più presto le opportunità che abbiamo creato, entreranno in funzione i piani economici di cui hanno responsabilità i decisori politici (…). Evitiamo un dibattito focalizzato sui programmi nazionali di spesa e sull’esistente ma alziamo lo sguardo per consolidare il futuro dell’Europa per le prossime generazioni.
 

Brando Benifei, Parlamentare Europeo, Presidente del Gruppo Spinelli

Apprezzo molto la volontà del MFE di fare un punto della situazione  sulla CoFeU, mettendo insieme parlamentari europei e nazionali. Nel mese di gennaio, come gruppo Spinelli, avvieremo un incontro tra Parlamentari europei e nazionali federalisti per costruire una massa critica di pressione in vista dell’apertura della CoFeU.

Abbiamo la possibilità di far emergere un fatto: noi federalisti avevamo ragione. Se l’Europa federale fosse già stata fatta a marzo, avremmo potuto affrontare meglio la pandemia. Questa evidenza sta iniziando a emergere: un’Europa più forte ed efficace è nell’interesse dei cittadini. (…)

Bisogna continuare a lottare e a costruire un dialogo, perché la necessità di un’Europa  si è vista in campi come salute, fisco, migrazioni, sicurezza.C Ci sono le condizioni per fare un passo in avanti come consapevolezza del dibattito pubblico.  

Abbiamo visto troppa confusione in questi anni su cosa significa essere europeisti. Dobbiamo rompere il gioco perverso dei sovranisti nazionali, perché la sovranità oggi da costruire a livello europeo si può facilmente dimostrare.
 

Alessandra Moretti, Parlamentare Europea

Noi federalisti siamo stati a lungo soli nelle nostre battaglie. La Storia ci ha dato ragione perché mai come oggi si parla di Europa, delle istituzioni europee, e quindi oggi si trovano dei punti molto positivi. Durante questi anni l’Europa ha affrontato crisi inimmaginabili. (…)

L’Europa si è mossa con un passo più veloce rispetto al passato, si è data una svolta e un’accelerazione, Credo che l’assenza dell’Europa non è più immaginabile per i cittadini che vorrebbero dare più competenze come in tema sanitario.

Questa dovrebbe essere una vera legislazione costituente perché ciò che manca è una sinergia tra Commissione e Parlamento europeo e Consiglio europeo. Siamo chiamati a cambiare il paradigma, fare scatti in avanti, senza paura e con grande coraggio. Ho apprezzato le parole di Paolo Gentiloni che potremo andare avanti senza quei Paesi come Polonia e Ungheria, perché non possiamo più accettare il mercanteggiare dei diritti fondamentali. È rivoluzionaria la scelta del Parlamento Europeo di agganciare il tema del rispetto dei diritti con l’accesso ai fondi. La CoFeU è un appuntamento che non possiamo mancare per realizzare l’incompiuto Stati Uniti d’Europa.

Sono grata al MFE per la tenacia con cui portate avanti le vostre idee e per l’aiuto che date a noi deputati perché non è facile comunicare.
 

Bruno Tabacci, Deputato, Intergruppo federalista alla Camera dei deputati

Ringrazio veramente Giorgio Anselmi e Luisa Trumellini perché con la lettera che abbiamo rivolto ai vertici istituzionali e politici del Paese abbiamo fatto una testimonianza corretta. Dobbiamo dire che, se non ci fosse stata la spinta del virus non saremmo in queste condizioni. (…) Questo virus ha dato la sveglia all’Europa che non è neppure commisurabile alla crisi del 2008 e del 2011. Questa crisi ha reso evidente che con queste istituzioni non possiamo andare avanti spediti: per questo il valore della CoFeU rimane imprescindibile. La Next Generation EU va nella giusta direzione, ma deve essere strutturale perché è uno stato di necessità. Il fatto che il Consiglio Europeo mostra tutto il suo anacronismo con il voto all’unanimità, rivelando come sul tema del bilancio dell’UE, Polonia e Ungheria hanno posto il veto. Non possiamo pensare che in Europa ci si sta senza il rispetto dello Stato di diritto e solo per i vantaggi economici. (…)

È l’occasione per mostrare che l’Europa a 27 non può fare questo passaggio insieme. C’è l’Europa dell’euro, che ha una base più ristretta e sicuramente più omogenea, ma anche qui sapendo che la Next Generation EU è un passaggio di natura strutturale che richiede nuove competenze come sul tema dei vaccini, la politica di sicurezza ed estera, esaltando il ruolo del Parlamento europeo senza il quale non abbiamo neppure la base democratica per fare un ragionamento di prospettiva.
 

Anna Rossomando, Vicepresidente del Senato

L’emergenza pandemica ha accelerato un processo di cui si avvertiva la necessità ma che non aveva mai quella spinta risolutiva per spingere alcuni nodi, abbattere alcuni tabù ed eliminare resistenze.

Questa è la parte bella della politica: che cambia con le circostanze. Molti soggetti politici che guidano il cambiamento erano tiepidi verso il cambiamento.

Ormai è un processo inarrestabile perché l’Europa inizia a decidere con un metodo. Quando si inizia a condividere una politica sanitaria. Allora si inizia a ragionare come unione politica. È drammatico che stiamo arrivando con una crisi pandemica con tanti morti e sofferenze. È evidente che la globalizzazione dei fenomeni ci ha portato qui. Per questo che non c’è contraddizione tra unione politica e sovranità nazionale: senza unità politica, la vastità dei fenomeni della globalizzazione distruggerebbe lo Stato nazionale. (…) Il MFE è stato più lungimirante di altri perché si può collocare non più tra i sognatori ma tra i sostenitori di una concreta proposta politica a cui tutti possiamo attingere.