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Il Comitato federale del MFE ha approvato la risoluzione a sostegno della convocazione in autunno di una Convenzione per la riforma dei Trattati e plaude all’impegno europeo del Governo italiano ricordando al Parlamento e alle forze politiche l’importanza del legame europeo dell’Italia e la posta in gioco in un momento così cruciale e potenzialmente devastante.

 


  

Il Comitato Federale del Movimento Federalista Europeo

riunito a Roma il 2 luglio 2022

- nel rinnovare tutto il proprio sostegno al popolo ucraino

- in continuità con le mozioni approvate dal Comitato federale MFE del 19 marzo e dalla Direzione nazionale del 14 maggio

- ribadendo la propria convinzione

  • che la guerra lanciata dalla Russia contro l’Ucraina rappresenti un attacco agli stessi valori democratici e alla libertà, e che in Europa il rischio di una crisi delle nostre democrazie nazionali non possa essere sottovalutato, in particolare a fronte del consenso di cui godono le forze illiberali, nazionaliste e populiste nelle nostre opinioni pubbliche;
  • che il nuovo ciclo della politica europea e globale aperto dall’aggressione russa rafforza la tendenza alla contrapposizione tra blocchi di paesi e rende ancor più insostenibile l’inadeguatezza del sistema dell’attuale Unione europea, imperniato attorno al Mercato unico, che si dimostra insufficiente sia per promuovere i valori e gli interessi europei, sia come modello in grado di allontanare l’uso della forza nei rapporti tra Stati;
  • che pertanto sia indispensabile dotare l’Unione europea delle competenze e dei poteri adeguati per agire in modo efficace sia all’esterno nel quadro internazionale che al proprio interno, e che quindi sia arrivato il momento di dar vita ad un’Europa federale, sovrana e democratica;
  • che la nascita di una vera unione politica – necessariamente su base federale – sia anche l’unico antidoto effettivo contro il ritorno del nazionalismo, e che sia lo strumento migliore per rafforzare la democrazia tout court in Europa e per farla diventare un modello in grado di dare risposte concrete ai cittadini e di indicare al tempo stesso una prospettiva e una nuova visione politica con valenza universale;

- sottolineando che la Conferenza sul futuro dell’Europa (CoFoE)

  • ha aperto un processo di fatto costituente, avviando un dibattito paneuropeo e una modalità di coinvolgimento diretto dei cittadini che ha fatto emergere una forte richiesta per un’Europa capace di agire politicamente, genuinamente democratica, coesa nei suoi valori fondanti e solidale;
  • ha saputo accompagnare tali richieste con proposte istituzionali efficaci, i) per dotare l’UE di nuove competenze, ii) per attribuire al Parlamento europeo nuovi poteri, incluso quello cruciale di bilancio, e per estendere il suo ruolo nella definizione delle politiche europee attraverso l’applicazione della procedura legislativa ordinaria a tutte le materie di interesse europeo, iii) per modificare conseguentemente in modo radicale i meccanismi decisionali portando il voto a maggioranza qualificata ad essere la norma nelle decisioni dell’UE e ridimensionando di fatto il ruolo oggi centrale del Consiglio europeo, iv) per accrescere la partecipazione dei cittadini e il loro potere di scelta sugli indirizzi della politica europea attivando un circuito più diretto tra il voto popolare e la formazione della Commissione europea, tramite il rafforzamento, attraverso la riforma del sistema elettorale e la nascita delle liste transnazionali, il sistema degli Spitzenkandidaten v) riportando nel dibattito europeo il tema della necessità di dotare l’UE di una vera Costituzione e vi) chiedendo la convocazione di una Convenzione per discutere delle necessarie riforme dei Trattati,

- plaude ed esprime il proprio pieno sostegno

  • al Parlamento europeo che il 9 giugno ha approvato con una maggioranza schiacciante la risoluzione che chiede ai Capi di Stato e di Governo, sulla base dei risultati della CoFoE, di istituire una Convenzione per la revisione dei Trattati e indica un primo gruppo di proposte per un nuovo assetto istituzionale, che potrà essere ampliato e approfondito nel corso della Convenzione stessa,
  • alla proposta di indire in tempi brevissimi una Convenzione che, proprio perché fondata sul lavoro e sui risultati della CoFoE, ha le potenzialità non solo per decidere riforme efficaci per la nascita di un’unione politica federale ma anche per assumere – in collegamento con i Parlamenti nazionali e i cittadini che saranno nuovamente coinvolti sulla base del lavoro svolto nella Conferenza – la forza di un processo costituente che potrà far emergere: i) una forte identità politica europea; ii) un senso condiviso di cittadinanza sovranazionale e di coesione; iii) una nuova legittimità democratica; iv) un primo nucleo di potere politico europeo.

In questo quadro, e alla luce dei risultati del Consiglio europeo del 23-24 giugno,

il Comitato federale del MFE

- prende atto positivamente

  • della decisione di garantire all’Ucraina e alla Moldavia lo status di Paesi candidati, ritenendo che questo passaggio costituisca una scelta politica che cambia profondamente la natura del tradizionale approccio dell’UE al tema dell’allargamento, che si fa così strumento di inclusione politica e garanzia di un quadro di sicurezza condivisa, andando oltre l’adesione al Mercato e ai pur cruciali valori fondanti;

- sottolinea

  • come proprio questa nuova natura della decisione sull’Ucraina e la Moldavia renda inderogabile affrontare la questione della creazione di un’unione politica nell’UE, per poter in questo quadro sviluppare nei tempi più rapidi possibili una vera politica estera e di difesa in grado di garantire davvero un quadro di sicurezza europea autonomo, sottraendo gli Europei alla preminenza americana in materia di sicurezza e politica estera, pur nell’ambito della più larga alleanza rappresentato dalla NATO;
  • come la riforma dei Trattati dovrà necessariamente affrontare la questione di come strutturare la nuova Unione europea su tre diversi livelli di integrazione. La posizione degli Stati più importanti (Francia, Germania, Italia) indica che c’è concreta volontà di costruire una sovranità europea democratica, da indirizzare nel senso di un’unione politica federale, e questo costringerà in ogni caso a risolvere il rapporto con gli Stati che, pur restando nel Mercato, non vorranno aderire ad un progetto politico così ambizioso, ma vorranno preservare la loro sovranità, persino nel mantenimento del diritto di veto; parallelamente dovranno precisarsi i contorni e le caratteristiche della Comunità politica – o Confederazione – esterna che fungerebbe da nuovo quadro sia per strutturare alleanze strategiche, sia per promuovere la convergenza politica per i paesi che intendono aderire all’UE e che nel frattempo preparano la possibilità del loro ingresso;

- al tempo stesso constata con rammarico

  • il fatto che non si sia voluto cogliere l’occasione di questo Consiglio europeo per dare il via libera all’istituzione di una Convenzione, come chiesto dal Parlamento europeo;
  • come ancora troppi governi frenino su questo passaggio che al momento sembra raccogliere una maggioranza ancora molto ristretta, mentre è importante che la consapevolezza della necessità della riforma del sistema istituzionale UE sia il più diffusa possibile, pur nella consapevolezza che non è condivisa unanimemente dai Paesi membri;
  • come ancora una volta sia palese il fatto che il Consiglio europeo incarna lo spirito intergovernativo oggi dominante nell’UE e quindi si confermi la necessità e l’urgenza di realizzare riforme istituzionali che creino invece un livello di potere europeo democratico e autonomo rispetto agli Stati membri.

- Pertanto ribadisce il proprio impegno

  • nei confronti dei governi nazionali affinché il Consiglio europeo prenda al più presto in autunno la decisione di istituire la Convenzione per la revisione dei Trattati e non lasci cadere il processo avviato con la Conferenza;
  • nei confronti del Parlamento europeo, ed in particolare della Commissione AFCO che dovrà preparare in autunno una relazione dettagliata sulle proposte di modifica dei Trattati, affinché mantenga alta l’ambizione ereditata dalla CoFoE e delinei proposte che facciano fare all’UE il salto federale. A questo proposito ricorda il contributo che può offrire l’ultimo Quaderno federalista L’Unione Europea di fronte al ritorno della guerra. L’urgenza di dar vita ad un’Europa federale, sovrana e democratica, di Paolo Ponzano, Giulia Rossolillo, Salvatore Aloisio e Luca Lionello - già inviato ai membri dell’AFCO e al Gruppo Spinelli da Sandro Gozi in qualità di Presidente dell’UEF - e invita le sezioni ad utilizzarlo nei modi che ritengono più utili.

Per quanto riguarda la posizione dell’Italia

- apprezza

  • il ruolo positivo svolto dal Governo italiano in questo quadro, ed in particolare dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, che non perde occasione sia di coinvolgere il Parlamento per dare forza politica alla posizione dell’Italia a favore della Convenzione e della riforma dei Trattati, sia per esporre con chiarezza i punti cruciali su cui è essenziale far progredire l’Unione europea, sulla base di quel federalismo pragmatico e ideale che ha evocato nel suo intervento al Parlamento europeo e della sua profonda convinzione della necessità di una capacità fiscale comune richiamata anche nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo il 24 giugno;

- esprime la propria preoccupazione

  • rispetto a quelle forze politiche che cercano dei distinguo rispetto ai temi fondamentali della collocazione europea e internazionale dell’Italia o delle politiche economiche nel quadro del PNRR e che su questa base mettono a tratti in dubbio il proprio sostegno al Governo,

- lancia un monito

  • a tutti i membri del Parlamento italiano ricordando loro quale sia la posta in gioco in un momento così cruciale e potenzialmente devastante per il nostro Paese, e quali i rischi se non si coglie fino in fondo l’importanza del nostro legame e del nostro ruolo nel quadro europeo;

- e si impegna

  • a livello locale e regionale, tramite il lavoro delle sue sezioni, a mantenere viva l’attenzione delle forze pro-europee e a coinvolgerle nel sostegno all’avvio della Convenzione;
  • a livello nazionale a sollecitare il Parlamento, le forze politiche e sociali, la forza federalista perché siano attive nel sostenere e promuovere l’avvio della Convenzione;

- Inoltre auspica

  • che, a livello europeo, anche tramite i rappresentanti MFE negli organi UEF, si continui a sollecitare sia l’interazione con il Parlamento europeo, in particolare con l’AFCO e il Gruppo Spinelli, sia l’azione delle sezioni nazionali per lavorare, ciascuno all’interno del proprio Paese, per far crescere la consapevolezza e il consenso verso la Convenzione e la riforma dei trattati.

Roma, 2 luglio 2022

 

 

  


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