Il MFE è impegnato nella lotta per creare il primo nucleo dello Federazione europea, e quindi per superare i limiti dell’attuale Unione europea, rendendola capace di rispondere efficacemente alle esigenze fondamentali dei cittadini europei. Queste esigenze includono uno sviluppo economico europeo ecologicamente e socialmente sostenibile e territorialmente equilibrato; l’effettiva partecipazione democratica dei cittadini europei alle istituzioni e alle politiche sopranazionali; una capacità di agire sul piano internazionale che permetta all’Europa di fornire un contributo determinante alla costruzione di un mondo più pacifico, più giusto e più rispettoso degli equilibri ecologici globali.

Per una storia sintetica dei primi 70 anni di vita del MFE si rimanda all’articolo “Settant’anni di vita del Movimento federalista europeo (1943-2013)” pubblicato da Sergio Pistone sul numero 2-3/2013 de Il Federalista.

Qui riportiamo alcuni documenti storici, video e fotografie che testimoniano momenti della vista del MFE.

La nascita del MFE e la sua evoluzione organizzativa

Il punto di partenza della vita del MFE è il Manifesto di Ventotene, scritto nell’agosto 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi nell’isola al largo di Formia in cui erano confinati un migliaio di antifascisti. La diffusione negli ambienti della Resistenza delle tesi del Manifesto, che avvenne anche tramite il periodico clandestino L’Unità Europea (che è ancora oggi il periodico del MFE), portò alla fondazione del MFE a Milano nel corso di un convegno il 27-28 agosto 1943 [1].

Il MFE partecipò quindi alla Resistenza armata e svolse un’attività di contatti con gli ambienti della Resistenza europea, che portò nel luglio 1944 a Ginevra all’elaborazione di una Dichiarazione federalista dei movimenti di Resistenza e nel marzo 1945 a un congresso federalista a Parigi. Da queste iniziative nacque nel dicembre 1945 l’Unione dei federalisti europei (UEF), che costituisce ancora oggi il quadro politico-organizzativo sovranazionale dell’azione dei movimenti federalisti europei.

Dopo la fine della guerra, il MFE partecipò all’organizzazione del Congresso dell’Aia del 7-10 maggio 1948, dal quale nacque il Movimento europeo (ME), l’organo di collegamento europeo fra i movimenti, i partiti, i sindacati e le associazioni culturali di orientamento europeistico, e alla costituzione degli intergruppi federalisti nella Camera dei deputati e nel Senato che sono stati da allora una presenza sostanzialmente stabile nel Parlamento italiano.

Nel 1995 il MFE è anche diventato membro del World Federalist Movement (WFM), l’organizzazione mondiale dei federalisti, che era stato fondato nel 1948.


[1] Alla riunione parteciparono 31 persone: Arialdo Banfi, Giangio Banfi, Ludovico Belgioioso, Giorgio Braccialarghe, Arturo Buleghin, Lisli Carini Basso, Vindice Cavallera, Eugenio Colorni, Ugo Cristofoletti, Alberto Damiani, Vittorio Foa, Giovanni Gallo Granchielli, don Ernesto Gilardi, Leone Ginzburg, Enrico Giussani, Ursula Hirschman, Willy Jervis, Elena Moncalvi Banfi, Guido Morpurgo Tagliabue, Alberto Mortara, Bruno Quarti, Dino Roberto, Mario Alberto Rollier, Ada Rossi, Ernesto Rossi, Manlio Rossi Doria, Altiero Spinelli, Fiorella Spinelli, Gigliola Spinelli, Franco Venturi, Luisa Villani Usellini. Mancarono all’appuntamento Guglielmo Usellini e Cerilo Spinelli perché erano stati arrestati tra la fine di luglio e l’inizio di agosto mentre distribuivano un volantino federalista contenente l’appello a prepararsi alla guerra contro i nazisti.

L’Unione dei Federalisti Europei (UEF) e il Gruppo Spinelli al Parlamento europeo lanciano l’Appello per chiamare a raccolta le forze che in­tendono battersi per costruire un’Europa sovrana e democratica.
Primi firmatari dell'Appello, con l’UEF, gli esponenti del Gruppo Spinelli al Parlamento europeo delle principali famiglie politiche (Gruppo del Partito Popolare Europeo PPE, Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici S&D, Renew Europe e Verdi / Alleanza Libera Europea, Gruppo della Sinistra GUE /NGL).

 

√ Elenco delle adesioni al 9 maggio pubblicato sul sito dell'UEF

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L'appello è stato
pubblicato in Italia da La Stampa, Il MessaggeroIl Secolo XIX, TRM Network.

 


La nostra Europa federale, sovrana e democratica

Nei momenti storici di grande cambiamento, se le comunità vogliono governare i nuovi processi ed evitare di cadere in un declino irreversibile, devono saper adattare le loro istituzioni. L'Unione europea, dopo la fine della guerra fredda, ha adattato le sue istituzioni con un primo passo cruciale creando l'unione monetaria; ma non è stata in grado di concordare una vera politica fiscale e sociale per l'euro. Più tardi, con il Trattato di Lisbona, ha rafforzato il ruolo legislativo del Parlamento europeo, ma anche in questo caso non è riuscita a creare una vera unione economica e politica per completare l'euro.

Come conseguenza, l'Unione europea si è trovata priva degli strumenti adeguati per reagire efficacemente alle sfide e alle crisi dell'inizio del XXI secolo: il crollo finanziario del 2008, i flussi migratori del 2015-2016, l'ascesa del nazional-populismo, fino al referendum sulla Brexit nel 2016. Questo ha determinato anche il rafforzamento del ruolo dei governi nazionali - inclusa un'eccessiva concentrazione di potere in seno al Consiglio europeo, bloccato da veti nazionali incrociati - e l'incapacità cronica di sviluppare una politica estera comune in grado di promuovere gli interessi strategici comuni dell'Europa.

Oggi, tuttavia, stiamo vivendo una storia diversa. Di fronte a una crisi sanitaria senza precedenti e al crollo delle sue economie, l'Europa ha reagito unita, mostrando una nuova volontà politica e indicando la via da seguire per il futuro dell'integrazione europea: ha posto le fondamenta per un’Europa della Salute con una strategia comune di vaccinazione senza precedenti, e ha dato vita ad un piano di ripresa finanziato da un debito comune che dovrà essere ripagato da tasse europee sui giganti digitali e finanziari e sulle emissioni inquinanti. Si tratta di un piano federale che deve diventare permanente perché fa compiere un grande salto all’Unione europea verso la creazione di un'Unione finanziaria e fiscale capace di affermare la sovranità europea sia all'interno che all'esterno.

In questa prospettiva, come cittadini europei, noi ora aspettiamo con grande speranza l'inizio della Conferenza sul futuro dell'Europa. Sarà il modo migliore per riunire cittadini, rappresentanti della società civile, ONG, sindacati, rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, per discutere e decidere come procedere per adattare le nostre istituzioni e completare la costruzione della nostra Europa federale: avendo chiaramente in mente che le decisioni fondamentali sul debito comune e sulla tassazione non possono rimanere indefinitamente nelle sole mani dei governi nazionali, ma devono essere prese in modo efficace, trasparente e democratico.

Noi oggi abbiamo bisogno e vogliamo un'Unione politica forte e legittimata, dotata delle necessarie risorse finanziarie e in grado di affrontare le grandi sfide transnazionali del nostro tempo, per agire con efficacia su un'ampia gamma di politiche, che vanno dal cambiamento climatico, alle crescenti disuguaglianze sociali, alla salute e alla migrazione, fino agli affari esteri e alla difesa. Per questo chiediamo anche di rafforzare la democrazia a livello europeo, con veri partiti e movimenti politici europei e con vere campagne elettorali europee che prevedano una circoscrizione elettorale pan europea con liste transnazionali guidate dai candidati alla presidenza della Commissione europea.

Noi ci battiamo per un'Unione che, allo stesso tempo, sia una comunità di destino e di valori e un modello per il mondo che nasce: per mostrare come vivere in pace, per costruire la solidarietà transnazionale e sociale e per rendere vincolante la protezione dei diritti umani, lo stato di diritto e le libertà fondamentali.

Crediamo fermamente che il nostro futuro sia in un'Europa democratica e sovrana. Il tempo per realizzarla è ora: ora o mai più. Non sprechiamo questa opportunità.

Primi firmatari:

  • Sandro Gozi, Presidente dell’Unione dei Federalisti Europei (UEF) e Parlamentare europeo (Renew Europe)
  • Brando Benifei, Presidente del Gruppo Spinelli e Parlamentare europeo (Socialisti & Democratici, S&D)
  • Eva Maydell, Presidente del Movimento Europeo Internazionale (EMI) e Parlamentare europea (Partito popolare europeo, PPE)
  • Esteban González Pons, Vice-presidente del Gruppo del Partito popolare europeo (PPE) al Parlamento europeo
  • Danuta Hübner, già Commissaria europea, portavoce per il gruppo del PPE nella Commissione Affari costituzionali al Parlamento europeo
  • Domènec Ruiz Devesa, Vicepresidente dell’UEF e portavoce per il gruppo S&D nella Commissione Affari costituzionali al Parlamento europeo
  • Gabriele BischoffVicepresidente di Europa-Union Deutschland (EUD), Vicepresidente della  Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo
  • Pascal Durand, portavoce per il Gruppo Renew Europe nella Commissione Affari costituzionali al Parlamento europeo
  • Daniel Freund, Parlamentare europeo del Gruppo Verdi / Alleanza libera europea, membro dell’Executive Board della Conferenza sul futuro dell’Europa
  • Damian Boeselager, portavoce per il Gruppo Verdi / Alleanza libera europea nella Commissione Affari costituzionali al Parlamento europeo
  • Dimitrios Papadimoulis, Vicepresidente del Parlamento europeo, Gruppo della Sinistra GUE /NGL
  • Fabio Massimo Castaldo, Vicepresidente del Parlamento europeo, Movimento 5 Stelle

Il Movimento Federalista Europeo inieme alle altre sezioni dell'Unione Europea dei Federalisti è impegnato a diffondere e far sottoscrivere l'appello a personalità di tutti i settori della vita politica e sociale europea.
Le traduzioni dell'appello nelle principali lingue europee sono scaricabili in formato PDF dai link seguenti:

testo in italiano

testo in inglese

testo in francese

testo in tedesco

testo in spagnolo

Le sottoscrizioni all'appello possono essere inviate via email a mfe@mfe.it.


Intervista ad Altiero Spinelli sul confino antifascista di Ventotene (Istituto Luce).


30/11/1950: manifestazione di giovani federalisti in occasione della seconda sessione del Consiglio d'Europa (Istituto Luce).

1945-1954: Dalla liberazione alla caduta della Comunità Europea di Difesa

A seguito della svolta in Europa impressa dal Piano Marshall nel 1947, anche per spingere i Paesi europei a cooperare tra di loro, il MFE e l'UEF guidati da Spinelli si batterono perché l’Assemblea consultiva del Consiglio d’Europa assumesse un ruolo costituente e si facesse promotrice della creazione di istituzioni federali europee. A questo scopo svolsero un’azione di pressione sui parlamentari e organizzarono una petizione europea che ebbe un notevole successo soprattutto in Italia dove fu sottoscritta da oltre 521.000 cittadini, 246 parlamentari e 493 Consigli comunali.

Subito dopo, quando si concretizzò il disegno dei Sei (Francia, Germania, Italia e Paesi del Benelux) di creare un esercito comune europeo (la CED, Comunità europea di difesa), Spinelli, grazie al rapporto instaurato con De Gasperi, riuscì a far approvare dall’assemblea allargata della CECA (l’Assemblea ad hoc), un progetto di statuto della Comunità politica europea (CEP) che avrebbe aperto la strada alla costruzione in tempi relativamente brevi dell’unità federale.


Consiglio d'Europa a Strasburgo del 21/12/1951 (Istituto Luce).

Spaak, Schuman e De gasperi all'ingresso nel palazzo sede del Consiglio d'Europa; De Gasperi parla in aula; parlano Van Zeeland, Schumman e Adenauer; federalisti europei con cartelli manifestano e danno il benvenuto a De gasperi che scende dal treno; dichiarazione di De Gasperi.


La Comunità Europea di Difesa (03/06/1954, Istituto Luce).

Einaudi entra al teatro Adriano; sul palco Altiero Spinelli; interventi degli oratori; in un palco Einaudi, la moglie e il ministro Medici; interventi di Romita e di Gonella.

1954-1966: La critica al Mercato comune e le campagne popolari per l’assemblea costituente europea

Con la morte di Stalin, i primi accenni di distensione tra gli USA e l’URSS e l’integrazione dell’esercito tedesco nella NATO, la spinta a favore dell’unificazione politica europea andò esaurendosi. La CED (e con essa la CEP) fu respinta dal Parlamento francese il 30 agosto 1954 e i governi europei ripiegarono con il Trattato di Roma (1957) sulla creazione del Mercato comune, guidati dalla convinzione che l’integrazione economica fosse un passo necessario sulla strada dell’unificazione politica.

In questa nuova situazione il MFE decise di rivendicare in modo intransigente la federazione europea e di mantenere viva nell’opinione pubblica tale rivendicazione sulla base di una critica radicale delle iniziative europeistiche dei governi, in attesa che la dimostrazione della loro inadeguatezza creasse le condizioni per ottenere scelte più avanzate. Questa linea portò alla frattura fra il MFE e la classe politica e causò una forte diminuzione degli iscritti (che passarono da 50.000 negli anni ’50 a 2.000 negli anni 60), ma rafforzò l’autonomia del MFE dai partiti e la sua libertà di azione.

L’MFE diede quindi inizio ad una grande campagna per rivendicare il potere costituente del popolo europeo. Negli anni 1956-1962 organizzò elezioni primarie in varie città d’Europa per dare vita a un Congresso del popolo europeo (CPE), il quale attraverso il coinvolgimento di un numero crescente di cittadini europei avrebbe dovuto forzare i governi alla convocazione della costituente europea. La campagna si esaurì dopo che i partecipanti alle elezioni del CPE raggiunsero la quota di 650.000, dei quali 455.000 in Italia. Spinelli lasciò la guida del MFE, che fu presa da Mario Albertini, sotto la cui direzione si decise di rilanciare il CPE con il Censimento volontario del popolo federale europeo.

Agli anni ’50 risalgono anche le prime manifestazioni federaliste contro le frontiere per chiedere la libera circolazione delle merci e delle persone, che verranno condotte con continuità fino alla creazione dello Spazio di Schengen.


Il Congresso del popolo europeo - I Trattati del 1957 - De Gaulle contro l'Europa comunitaria - I federalisti contestano i governi (Istituto Luce)


Eletti a Firenze i delegati italiani della prima assemblea costituente europea (Istituto Luce)

1967-1979: La lotta per l’elezione diretta del Parlamento europeo

A partire dal 1967 il MFE concentrò il proprio impegno nella lotta per l’elezione diretta del Parlamento europeo (PE), intesa come tappa intermedia per giungere alla costituente europea. La crisi economica che coinvolse l’Europa negli anni ’70 confermava le critiche del MFE all’unione economica e spingeva i governi a cercare un maggior coinvolgimento dei cittadini europei nel processo di integrazione europea.

Il MFE organizzò una consistente mobilitazione popolare intorno all’elezione diretta dei rappresentanti italiani nel PE.

In particolare, nel 1969 furono raccolte le firme necessarie per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare per l’elezione diretta dei rappresentanti italiani nel PE, ripresa nel 1973 da una proposta di legge di iniziativa regionale.

Il 17 luglio 1979 si organizzò una manifestazione a Strasburgo in occasione della prima seduta del nuovo PE, in cui si chiese al PE di impegnarsi a favore di un governo europeo, di una moneta europea, di un forte bilancio comunitario.


Il parlamento europeo non è ancora eletto direttamente - Il mercatino unico senza moneta unica non regge - Il Presidente della Comissione Jenkins firma la petizione federalista per una moneta e un governo europeo - Nasce l'ECU (Istituto Luce)


Dopo le elezioni del 1979 Altiero Spinelli denuncia le incapacità del Parlamento Europeo (Istituto Luce)

1980-1993: Dal progetto di Trattato Spinelli al Trattato di Maastricht

Subito dopo l’elezione diretta del PE si sviluppò un’azione combinata fra Spinelli, membro del PE dal 1976, e i federalisti per mobilitare un vasto consenso intorno all’iniziativa del PE per una rifondazione delle Comunità. Spinelli, assieme a un piccolo gruppo di parlamentari riuniti nel Club del Coccodrillo, riuscì ad impegnare l’intero Parlamento nella elaborazione di un nuovo Trattato che prevedeva la trasformazione delle Comunità in una federazione. L’impegno del MFE a favore del progetto di Spinelli ebbe il suo momento più alto nella manifestazione di Milano del 28-29 giugno 1985 in occasione del Consiglio europeo che convocò la Conferenza intergovernativa che redasse l’Atto unico europeo, a cui parteciparono 100.000 persone provenienti da tutta l’Europa.

Ciò non bastò ad ottenere l’accoglimento delle richieste del PE, ma contribuì in modo decisivo ai successivi progressi dell’integrazione politica europea che si resero necessari per far fronte agli avvenimenti che fecero seguito al crollo dell’URSS del 1989 e ai problemi posti agli equilibri interni della Comunità economica europea dalla riunificazione della Germania e dall’allargamento ai paesi dell’Est.

La proposta di una moneta unica europea era già stata avanzata dal MFE negli anni Settanta, quando si era posto il problema dell’incompatibilità tra l’avanzamento del mercato unico e il permanere di un sistema di monete nazionali, e successivamente era stata rinnovata durante le crisi ricorrenti dei sistemi di controllo dei cambi (il serpente monetario negli anni ’70 e l’ECU negli anni ’80).

In questa fase, l’impegno del MFE ebbe la sua manifestazione più spettacolare nella proposta di legge di iniziativa popolare (promossa nel 1988 e sottoscritta da circa 120.000 cittadini), la quale portò al referendum consultivo del 18 giugno 1989 che ottenne l’88% dei voti a favore di una Costituzione federale europea e di un ruolo costituente del PE.

L’MFE si inserì inoltre nel processo che portò al Trattato di Maastricht del 1992 con il quale fu istituita l’Unione europea e furono fissate le fasi per la creazione dell’Unione monetaria. Due eventi importanti furono le manifestazioni federaliste che ebbero luogo a Roma in occasione dei Consigli europei del 27-28 ottobre e del 14-15 dicembre 1990.


Altiero Spinelli chiede al PE la costituzione di una commissione che si occupi della riforma dei trattati (European Commission).


I Capi di Stato e di Governo dell'Europa a Palazzo sforzesco a Milano nel 1985 - Mario Albertini alla manifestazione federalista di Piazza Duomo.


Nell'ultimo discorso di Spinelli al Parlamento europeo il suo commento dell'Atto unico europeo (Istituto Luce)


1986, muore Altiero Spinelli - i federalsiti devono farsi carico del bisogno di Europa (Istituto Luce)

 

Dopo il 1994: Dal Trattato di Maastricht a oggi

Con l’entrata in vigore del Trattato di Maastricht il MFE concentrò la sua azione sul rafforzamento delle istituzioni dell’Unione europea e continuò i suoi sforzi di pungolo alla classe politica e di mobilitazione dell’opinione pubblica

Oggi il MFE è impegnato nella Campagna per la federazione europea, con cui i federalisti chiedono che, per rispondere positivamente alle sfide poste dalle crisi ed alle minacce di disgregazione dell’Europa, è decisivo ridare forza al processo di unificazione europea per consolidare l'Unione dotandola di un assetto pienamente federale.

 

Galleria fotografica 2010-oggi

  • 2010-2011 Appelli al Parlamento Europeo
  • 2013 Manifestazione a Firenze per la Festa dell'Europa
  • 2014 Roma, Convenzione in occasione delle elezioni europee
  • 2016 Riconoscimento "Altiero Spinelli" al Presidente emerito Giorgio Napolitano
  • 2017 Marcia per l'Europa
  • 2020 #iMillexEuropaFederale, appello al Parlamento europeo

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