Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). E' possibile scegliere se consentire o meno i cookie. In caso di rifiuto, alcune funzionalità potrebbero non essere utilizzabili.

Informazioni
Logo MFE

  

Nell’attuale situazione internazionale - in cui torna centrale la politica di potenza e manca una leadership democratica a livello mondiale - l’Unione europea manifesta tutta l’attuale inadeguatezza, che la condanna all’irrilevanza e al declino economico e politico. Si sono infatti rivelati miopi sia gli indirizzi economici di fondo imposti all’UE dagli Stati membri in campo economico (come denuncia Mario Draghi nel suo Rapporto e nei suoi interventi pubblici), sia le scelte politiche, caratterizzate dalla mancata integrazione federale e dal mantenimento della sovranità politica a livello nazionale.

I federalisti denunciano da sempre la pericolosità, per gli europei e per il mondo, di un’Europa che “non si è fatta Stato” – per usare le parole di Draghi – e che quindi non è capace di agire e di perseguire con autorevolezza una politica interna ed esterna democratica fondata sul superamento del nazionalismo. Oggi, sia a seguito della pericolosità del quadro internazionale e, in particolare, della politica di Trump che sancisce la rottura del tradizionale quadro euro-atlantico, sia grazie al processo sviluppato con la Conferenza sul futuro dell’Europa che ha dato centralità a, e grazie alle campagne federaliste a sostegno del completamento del processo di unificazione federale, l’obiettivo federale è tornato al centro del dibattito politico.

Il successo dell’UE in alcuni campi – grazie ad alcune sue caratteristiche federali frutto dei successi dell’azione federalista dal 1943 a oggi, come nel campo della moneta e del commercio – le permette di venire identificata come il quadro indispensabile per affrontare le sfide esistenziali della sicurezza e del declino economico, industriale, demografico, e degli effetti drammatici che questo declino ha sulle nostre società, con un consenso sostanzialmente bipartisan (con l’evidente eccezione delle forze più estreme, che in assenza di risposte efficaci alle crisi si stanno però rafforzando nel continente), in particolare rispetto alla necessità della difesa e di una politica estera europea e del finanziamento dei beni pubblici europei.
La richiesta di un'UE che ci protegga e che agisca in unità è largamente condivisa anche dai cittadini, come mostra il recente sondaggio dell'Eurobarometro del Parlamento Europeo.

Al contrario, i Governi europei, che restano i veri padroni delle istituzioni europee, sono sempre più disorientati di fronte a queste sfide esistenziali, e invece di cercare soluzioni unitarie si arroccano nella difesa delle proprie prerogative nazionali promuovendo iniziative nazionali che, dividendoci, non fanno altro che indebolirci di fronte alle minacce che ci provengono dall'esterno.
Diventa quindi di vitale importanza per le forze più responsabili della società europea, a partire dai cittadini, premere sulle forze politiche e far sentire la propria voce per spingere i Governi a riprendere la strada dell'unità politica e avviare un'azione per una riforma dell'Unione Europea che attribuisca alle sue istituzioni poteri, competenze e risorse adeguati.

  


C.F. 80010170183
Email: mfe@mfe.it
www.mfe.it

Presidenza nazionale

Via Villa Glori 8 - 27100 Pavia
Tel.: 0382 530045

Segreteria nazionale

Via isole Lipari 5 - 56123 Pisa
Tel.: 331 6992277

© Movimento federalista europeo 2025