L'Unione dei Federalisti Europei (UEF) accoglie con favore l'esito delle elezioni parlamentari ungheresi del 12 aprile 2026. Ci congratuliamo con il vincitore e prossimo Primo Ministro Péter Magyar e con il popolo ungherese per il loro impegno democratico e per aver riaffermato la loro dedizione nei confronti dei valori europei, dello Stato di diritto e della solidarietà con il resto dell'Unione.
La netta sconfitta di Viktor Orbán rappresenta uno sviluppo estremamente positivo e tempestivo non solo per l'Ungheria, ma per l'Europa nel suo complesso e per l'Ucraina. In un momento in cui l'Unione Europea deve dimostrare unità e risolutezza di fronte all’aggressione della Russia e alle minacce degli Stati Uniti rispetto al loro disimpegno nell'Alleanza Atlantica, la prospettiva di un impegno costruttivo da parte di Budapest rappresenta un significativo passo avanti, dopo tutti questi anni di ostruzionismo portato avanti dal regime di Orbán e le ripetute violazioni del principio di leale e sincera cooperazione con l'Unione europea, tra cui, solo per citare le più note, la condivisione di informazioni e il coordinamento delle sue azioni con il regime di Putin.
Pertanto, l'UEF esorta da un lato il prossimo governo ungherese a revocare i veti del suo predecessore e dall'altro le istituzioni europee – in particolare il Consiglio – ad agire senza indugio, una volta insediatosi il nuovo governo ungherese, per:
- adottare il pacchetto di aiuti finanziari da 90 miliardi di euro per l'Ucraina, garantendole sostegno macrofinanziario duraturo e capacità di ricostruzione;
- approvare il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, rafforzando la pressione economica e politica dell'Unione sul Cremlino.
Allo stesso tempo, l'UEF sottolinea che le debolezze strutturali del sistema decisionale dell'Unione rimangono invariate. La fine di un solo governo ostruzionista non risolve i rischi sistemici associati all'unanimità nella Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e in altri settori chiave.
Pertanto, l'UEF individua una finestra di opportunità, da qui alle elezioni presidenziali francesi dell'aprile 2027, per promuovere riforme istituzionali decisive. In particolare, il Consiglio europeo dovrebbe:
- concordare l'attivazione delle clausole passerella già previste dai Trattati per estendere il voto a maggioranza qualificata in materia di PESC e, tra le altre, di bilancio e finanza, e, in caso di mancanza di unanimità, di procedere con le cooperazioni rafforzate;
- concordare l'attivazione dell'articolo 42.2 TUE sull'istituzione di una Difesa comune europea e, in caso di mancanza di unanimità, procedere in tal senso nell'ambito della Cooperazione strutturata permanente;
- dare seguito alle proposte del Parlamento europeo per la revisione dei Trattati ai sensi dell'articolo 48 TUE.
L'Europa non deve più fare affidamento su contingenze politiche favorevoli per poter funzionare efficacemente. Deve dotarsi degli strumenti istituzionali necessari per agire con decisione, indipendentemente dai cicli politici nazionali.
L'UEF è pronta a sostenere tutti gli sforzi volti a rafforzare l'unità, la legittimità democratica e la capacità di azione dell'Unione europea.
Domènec Ruiz Devesa
Presidente UEF
Mathilde Baudouin
Segretario generale UEF

