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ELEZIONI POLITICHE 2022: PROGRAMMA DI ITALEXIT

Il programma di “Italexit – Per l’Italia con Paragone”, mira a far ripartire l’Italia recuperando la sovranità a livello nazionale.

Il “susseguirsi di crisi senza soluzione di continuità” [economico-finanziarie, approvvigionamenti, disastri ambientali o infrastrutturali] è “conseguenza […] dell’attuale struttura istituzionale europea”, con lo svuotamento della sovranità, politica ed economica, nazionale e l’impossibilità di “qualunque programma politico d’interesse nazionale e popolare […] di essere implementato se si discosta dai dettami europei e dai tetti di spesa”; “lo Stato non può decidere quanto spendere e in cosa, il semestre europeo impone che la Legge finanziaria […] sia redatta in accordo con la commissione europea. Gli obiettivi vengono decisi dalla Commissione.

Italexit interpreta in senso nazionalista i limiti della moneta unica: “L’Euro è una moneta sperimentale, una moneta senza stato. La Banca Centrale Europea controlla principalmente i tassi, ma ha il divieto di finanziare gli Stati dell’Eurozona, non ha la funzione di prestatore di ultima istanza, che è fondamentale.

Stessa interpretazione per la politica estera dell’Unione Europea condivisa e non autonoma (per i paesi membri) e vincolata dal Patto Atlantico.

Italexit propone un “piano strategico economico del Paese”. I punti che riguardano l’Unione europea sono:

1. L’eliminazione del pareggio di bilancio nella Costituzione italiana.“Insieme al Fiscal Compact, si tratta di una norma di impianto neoliberista pensata per forzare la cessione di sovranità dai singoli Stati alla Ue, e sconfessa qualsiasi modello economico costituzionale.”

5. Ritorno alla sovranità politica, democratica ed economico-monetaria della Repubblica Italiana. Per fare questo occorre uscire dai trattati europei e riprendere la sovranità anche monetaria. Chi vagheggia di unioni di popoli e di Stati dovrebbe dire che queste saranno possibili solo dopo aver smantellato questo obbrobrio istituzionale, tecnocratico e autoritario, che si chiama UE.

11. Fisco: con l’uscita dell’Italia dall’eurozona, applicheremo le aliquote fiscali in uso oggi in Irlanda, Lussemburgo e altri paradisi fiscali riconosciuti dall’Unione Europea

12. Rilancio della nostra leadership nell’area del Mediterraneo, attraverso un posizionamento neutro e terzo.”

In merito al tema dell’ambiente, si dichiara che “Non esiste ambientalismo senza sovranismo, inteso come pieno recupero della sovranità nazionale.

Il programma include l’adozione di un piano strategico nazionale sul piano energetico al fine di raggiungere per quanto possibile l’autonomia energetica. Ancora, si propone un altro piano strategico sulle opere pubbliche nel rispetto dell’ambiente e delle differenze territoriali, rifiutando le grandi opere come la TAV.

Sul piano costituzionale, tra le proposte sono l’estensione del referendum anche sui trattati internazionali e l’introduzione di una procedura interna per poter uscire dall’Unione Europea tramite un referendum consultivo.

Italexit “chiede l'immediata uscita dell'Italia dall'Unione Europea e dall'Euro […] che […] ha creato danni gravissimi alla nostra economia, ai cittadini e alle imprese. E' necessario recuperare la sovranità monetaria […] volano irrinunciabile per la crescita e per il futuro del nostro Paese.

Per quanto riguarda il “globalismo”, definito come “ “l'ideologia della globalizzazione” [che ha come] finalità [quella] di unire il mondo in una sola comunità universale [con] un’unica morale e […] un'unica religione civile. E' una forzatura che non [rispecchia] la realtà e […] il sentimento dei popoli, ma si pone come una pericolosa forma di controllo e omologazione globale che annullano […] millenni di storia, tradizioni, esperienze. Secondo questa ideologia imposta dall'alto [influenzando] il pensiero e la cultura delle persone instillando false credenze […], famiglie, nazioni e popoli finiscono per essere centrifugati in una marmellata universale dai caratteri stabiliti dai potenti di turno.

Riguardo la politica estera, la formazione si dichiara contraria alla guerra, all’invio di armi e alle sanzioni, favorendo la diplomazia al fine di “una pace possibile con presupposti realistici.” Tra gli obiettivi è indicato “Mettere in discussione la nostra partecipazione a Nato e OMS, …”

Il partito propone la tassazione in Italia delle multinazionali, destinando i proventi a finanziare politiche espansive abbandonando “l’austerity imposta dall’Unione Europea.

 

  


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